DENTRO LA MUSICA #01
Perché l’orchestra accorda sul LA?
Se sei mai stato a un concerto d’orchestra, probabilmente conosci quel momento.
Prima che inizi la musica, qualcuno suona una nota. Poi, poco alla volta, si aggiungono gli altri strumenti e per qualche secondo la sala si riempie di suoni.
L’orchestra si sta accordando.
In un’orchestra sinfonica quella nota è normalmente un LA.
Ma perché proprio il LA? E soprattutto: tutte le orchestre si accordano sulla stessa nota?
La risposta è più interessante di quanto sembri.
Una nota comune
Per suonare insieme non basta che tutti leggano le stesse note.
Bisogna anche essere d’accordo su quanto deve essere alta una determinata nota.
Se due strumenti suonano entrambi un LA, ma uno è leggermente più acuto dell’altro, le loro frequenze non coincidono perfettamente. Ed è proprio quello che percepiamo quando diciamo che due strumenti sono “scordati”.
Serve quindi un riferimento condiviso.
Nelle orchestre sinfoniche questo riferimento è tradizionalmente il LA.
Perché proprio il LA?
Una delle ragioni più pratiche si trova davanti agli occhi dei musicisti dell’orchestra.
Tutti gli strumenti della sezione degli archi possiedono una corda vuota di LA.
Il violino è accordato G–D–A–E, viola e violoncello C–G–D–A, mentre il contrabbasso, nella sua accordatura più comune, è E–A–D–G. Per approfondire: Yamaha Music Europe Hub
Questo significa che violini, viole, violoncelli e contrabbassi possono tutti confrontare direttamente una delle proprie corde con lo stesso riferimento.
E c’è un altro vantaggio importante.
Una corda vuota non si può “aggiustare” con il dito
Quando un violinista suona una nota premendo un dito sulla tastiera, può modificarne leggermente l’altezza spostando il dito avanti o indietro.
Con una corda vuota, invece, questo non è possibile.
La nota dipende direttamente dalla tensione, dalla lunghezza e dalle caratteristiche della corda.
Per questo accordare una corda vuota permette di verificare realmente l’accordatura dello strumento, senza che il musicista possa involontariamente correggere l’intonazione attraverso la posizione del dito.
In altre parole, il LA offre alla sezione degli archi un riferimento comune particolarmente semplice e affidabile.
Ma quanto è alto questo LA?
Oggi lo standard internazionale definisce il LA sopra il DO centrale a 440 Hz.
Significa che la vibrazione fondamentale associata a quella nota si ripete 440 volte al secondo.
La norma internazionale ISO 16:1975 stabilisce proprio il LA a 440 Hz come frequenza standard di accordatura; la norma è stata riesaminata e confermata nel 2022. Per approfondire: ISO
Questo però non significa che tutte le orchestre del mondo utilizzino necessariamente 440 Hz.
Alcune orchestre moderne adottano, per esempio, un LA leggermente più alto, come 442 Hz, mentre nella musica storicamente informata possono essere utilizzati riferimenti differenti.
Quindi 440 Hz è uno standard di riferimento, non una legge universale dell’esecuzione musicale.
E perché il LA viene dato dall’oboe?
Nelle orchestre sinfoniche è normalmente l’oboe a fornire il LA al resto dell’ensemble: anche i Berliner Philharmoniker descrivono esplicitamente questa consuetudine orchestrale. Per approfondire: Berliner Philharmoniker
Le spiegazioni sono in parte storiche e in parte pratiche.
Il suono dell’oboe è molto riconoscibile e riesce a emergere chiaramente all’interno dell’orchestra. Inoltre la sua intonazione è fortemente legata all’ancia doppia e non può essere modificata con la stessa immediatezza con cui altri strumenti possono intervenire su corde, coulisse o alcune parti mobili.
Ma è importante non trasformare questa consuetudine in una falsa regola scientifica:
l’oboe non dà il LA perché sia “lo strumento più intonato”.
È una tradizione orchestrale consolidata, favorita anche dalle caratteristiche del suo suono.
Ma le orchestre di fiati fanno la stessa cosa?
Ed ecco la parte interessante.
Non necessariamente.
Nelle bande e nelle orchestre di fiati è molto comune utilizzare come riferimento il Si♭ reale (concert B-flat), e in alcuni contesti anche il Fa reale. Le indicazioni didattiche per ensemble di fiati citano entrambi come riferimenti frequenti. Per approfondire: Yamaha Music
La ragione è legata anche alla costruzione di molti strumenti a fiato, in particolare degli ottoni.
Il Si♭ e gli ottoni
Prendiamo una tromba in Si♭.
Quando il trombettista non preme nessuna valvola, lo strumento mantiene la sua lunghezza fondamentale e può produrre diverse note appartenenti alla stessa serie armonica naturale. Yamaha mostra proprio come C, G, C e altre note scritte possano essere ottenute con la stessa configurazione aperta semplicemente cambiando il modo di vibrare delle labbra. Per approfondire: Yamaha
Poiché la tromba è uno strumento traspositore in Si♭, un DO scritto corrisponde a un SI♭ reale.
Quindi il Si♭ reale può essere prodotto senza premere valvole: è una nota particolarmente utile per controllare l’intonazione di base dello strumento.
E il trombone?
Il principio è molto simile.
Nel trombone tenore in Si♭, con la coulisse in prima posizione, lo strumento produce una serie armonica costruita sul Si♭.
Spostando la coulisse si modifica la lunghezza del tubo; mantenendola in prima posizione si controlla invece direttamente la configurazione fondamentale dello strumento. Yamaha descrive proprio come da una singola posizione possano essere prodotte diverse note della serie armonica. Per approfondire: Yamaha
Per questo il Si♭ reale rappresenta per molti ottoni una nota naturale e particolarmente utile per l’accordatura.
Ed è anche il motivo per cui utilizzare il LA, comodissimo per gli archi, sarebbe meno pratico per alcuni ottoni: sulla tromba in Si♭, per esempio, il LA reale richiede l’utilizzo di una valvola, introducendo un’ulteriore variabile nell’intonazione. Per approfondire: Tunable
Quindi ogni orchestra ha la sua nota?
Non proprio.
Il punto fondamentale non è che esista una nota universalmente migliore di tutte le altre.
La scelta dipende anche dal tipo di ensemble e dagli strumenti che lo compongono.
Nell’orchestra sinfonica, il LA è estremamente pratico perché tutti gli archi possiedono quella corda vuota.
Nelle orchestre di fiati, il Si♭ reale è invece un riferimento molto comune e particolarmente naturale per molti strumenti della famiglia degli ottoni; anche il Fa viene spesso utilizzato.
La funzione, però, è sempre la stessa:
dare a tutti un punto di riferimento comune.
Lo sapevi che…?
Quando diciamo che una tromba è “in Si♭” e un violinista parla di un Si♭, non stiamo necessariamente parlando della nota scritta nello stesso modo.
La tromba in Si♭ è infatti uno strumento traspositore: quando legge un DO, il suono reale prodotto è un Si♭.
Il trombone tenore, pur essendo costruito su una serie armonica di Si♭, normalmente legge invece le proprie parti a suono reale.
È uno dei motivi per cui parlare di accordatura tra strumenti diversi può diventare sorprendentemente interessante.
E sarà sicuramente un ottimo argomento per un futuro episodio di Dentro la musica.
Dentro GOSP
Anche in GOSP accordarsi non significa semplicemente controllare un accordatore prima di iniziare.
Significa fare qualcosa di molto più importante:
ascoltare.
Ascoltare una nota di riferimento.
Confrontarla con il proprio suono.
Capire se qualcosa non coincide.
Correggersi.
E infine ascoltare ciò che succede quando il proprio suono incontra quello degli altri.
È un gesto che dura pochi secondi, ma contiene già una delle idee fondamentali dell’orchestra:
prima di suonare insieme, bisogna imparare ad ascoltarsi.
Fonti e riferimenti
- International Organization for Standardization (ISO). ISO 16:1975 – Acoustics — Standard tuning frequency (Standard musical pitch). La norma stabilisce il LA del registro acuto a 440 Hz come frequenza standard di riferimento; è stata riesaminata e confermata nel 2022. ISO
Consulta la scheda ISO 16:1975 - Philharmonia Orchestra. Violin e Viola, nella guida agli strumenti dell’orchestra. Il violino è accordato Sol–Re–La–Mi e la viola Do–Sol–Re–La: il LA è quindi una corda vuota comune alla famiglia degli archi; anche violoncello e contrabbasso possiedono normalmente una corda di LA. Philharmonia
Philharmonia – Violin
Philharmonia – Viola - The Metropolitan Museum of Art. Musical Terms for the Seventeenth and Eighteenth Centuries. La scheda documenta, tra le altre cose, le accordature tradizionali di viola e violoncello e il loro ruolo storico nell’orchestra. The Metropolitan Museum of Art
Consulta la risorsa del Metropolitan Museum - Berliner Philharmoniker. Bernd Alois Zimmermann: Concerto for Oboe and Small Orchestra, note di programma. La Berliner Philharmoniker descrive esplicitamente la consuetudine dell’oboe che fornisce la nota di accordatura all’orchestra prima del concerto. Berliner Philharmoniker
Leggi la nota dei Berliner Philharmoniker - Yamaha Corporation. The Structure of the Trumpet: How does the trumpet generate sound? La guida mostra come, a parità di lunghezza del tubo e senza modificare la configurazione delle valvole, un ottone possa produrre più note della stessa serie armonica; spiega inoltre il ruolo delle valvole e delle coulisse nella regolazione dell’intonazione. Yamaha
Yamaha – The Structure of the Trumpet - Yamaha Music Educators. 10 Steps to Better Intonation (That Actually Work). Per gli ensemble di fiati indica concert F e concert B♭ come comuni e solidi punti di riferimento per il lavoro sull’intonazione; per gli archi suggerisce invece l’uso delle corde vuote. Yamaha Music
Yamaha – 10 Steps to Better Intonation
PER APPROFONDIRE
Fanny Gribenski, Tuning the World: The Rise of 440 Hertz in Music, Science, and Politics, 1859–1955. University of Chicago Press, 2023.
Neville H. Fletcher & Thomas D. Rossing, The Physics of Musical Instruments. 2nd ed., Springer, 1998.
Arthur H. Benade, Fundamentals of Musical Acoustics. Oxford University Press, 1976.