Beethoven era davvero sempre arrabbiato?

FUORI DALLO SPARTITO #01

Beethoven era davvero sempre arrabbiato?

Capelli spettinati, sguardo severo, carattere impossibile?

Quando pensiamo a Beethoven, l’immagine arriva quasi automaticamente: capelli ribelli, sopracciglia aggrottate, sguardo intenso.

E poi c’è la musica: il celeberrimo inizio della Quinta Sinfonia sembra quasi aver completato il ritratto.

Beethoven = genio tormentato, burbero e perennemente arrabbiato.

Ma era davvero così?

La risposta più interessante è: in parte sì. Ma questa immagine racconta soltanto un pezzo della storia.


La storia

Una parte del Beethoven che abbiamo in testa viene addirittura da un’immagine.

Il celebre ritratto dipinto da Joseph Karl Stieler nel 1820, quello nel quale Beethoven stringe il manoscritto della Missa solemnis, divenne una delle sue rappresentazioni più riprodotte. Il Beethoven-Haus di Bonn osserva che proprio questo dipinto contribuì profondamente a plasmare, nei secoli XIX e XX, l’immagine pubblica del compositore e della sua personalità. Beethoven-Haus Bonn

Lo sguardo è serio, concentrato, quasi combattivo.

E così, col passare del tempo, il compositore finisce sempre più per assomigliare alla propria leggenda.

Ma le fonti storiche ci restituiscono una persona molto più contraddittoria.


Ma è vero?

Un fondo di verità nella fama di Beethoven c’è.

Poteva avere un temperamento impetuoso, essere brusco e reagire con grande durezza.

Abbiamo anche testimonianze dirette.

Nel 1825 il copista Ferdinand Wolanek, dopo aver lavorato per Beethoven, gli scrisse per interrompere la collaborazione. Tra le ragioni indicò proprio il comportamento estremamente mutevole ed eccitabile del compositore. La reazione di Beethoven fu tutt’altro che diplomatica: annotò furiosamente la lettera e preparò una risposta molto aggressiva. Beethoven-Haus Bonn

Insomma: non dobbiamo trasformarlo improvvisamente in un uomo sempre mite e paziente.

Beethoven poteva davvero arrabbiarsi. E parecchio.

Il problema nasce quando questo tratto diventa tutta la sua personalità.


Una parte della storia che spesso dimentichiamo

Intorno ai trent’anni Beethoven cominciò a rendersi conto che il proprio udito stava peggiorando.

Per un musicista — e soprattutto per uno dei pianisti e compositori più importanti della Vienna del tempo — era una condizione drammatica.

Nelle lettere agli amici Franz Gerhard Wegeler e Carl Amenda, già nel 1801, raccontava la progressiva perdita dell’udito e la difficoltà a convivere con qualcosa che inizialmente cercava anche di nascondere agli altri. Beethoven-Haus Bonn

L’anno successivo, durante un soggiorno a Heiligenstadt, scrisse ai fratelli un documento che oggi conosciamo come Testamento di Heiligenstadt.

Ed è proprio Beethoven a offrirci una chiave importante.

Spiega che chi lo considerava ostile, ostinato o misantropo non conosceva la vera ragione del suo comportamento: la perdita dell’udito lo aveva progressivamente spinto a evitare molte situazioni sociali nelle quali avrebbe invece voluto partecipare. Beethoven-Haus Bonn

Questo non significa che possiamo spiegare ogni litigio di Beethoven con la sordità.

Sarebbe una semplificazione opposta alla precedente.

Significa però che alcuni comportamenti che gli altri potevano interpretare come freddezza, isolamento o ostilità avevano anche un contesto che non era visibile dall’esterno.


E poi c’è un Beethoven che scherza

Ed è forse la parte che sorprende di più.

Le lettere conservate mostrano che Beethoven aveva anche un marcato gusto per giochi di parole, prese in giro e scherzi con gli amici.

Il Beethoven-Haus racconta, per esempio, che nelle lettere all’editore e amico Tobias Haslinger amava costruire scherzi, inventare formule buffe e persino scrivere piccoli canoni musicali per prenderlo amichevolmente in giro. Beethoven-Haus Bonn

Faceva qualcosa di simile con il violinista Ignaz Schuppanzigh, al quale indirizzava scherzi e soprannomi legati alla sua corporatura. Beethoven-Haus Bonn

E nel 1825, quando la sordità era ormai molto avanzata, il musicista inglese George Smart lo descrisse dopo un’improvvisazione al pianoforte come particolarmente allegro e pieno di scherzi. Beethoven-Haus Bonn

Non proprio l’immagine di un uomo incapace di sorridere.


Allora, com’era davvero Beethoven?

Probabilmente questa è la domanda sbagliata.

Perché chiedere se Beethoven fosse “buono”, “cattivo”, “allegro” o “arrabbiato” significa cercare di ridurre una persona intera a un solo aggettivo.

Le fonti ci mostrano contemporaneamente:

un uomo capace di grandi esplosioni d’ira;

un amico affettuoso;

una persona che scherzava;

un artista orgoglioso e molto esigente;

un uomo che soffriva profondamente per la perdita dell’udito;

e qualcuno che desiderava il contatto con gli altri proprio mentre diventava sempre più difficile per lui averlo.

La leggenda del “Beethoven sempre arrabbiato” contiene quindi qualcosa di vero.

Ma, come spesso succede con le leggende, diventa falsa quando pretende di spiegare tutto.


Dentro la sua musica

C’è anche un piccolo esperimento che possiamo fare.

Se pensando a Beethoven ci viene immediatamente in mente una musica drammatica, potente e combattiva, proviamo ad ascoltare qualcos’altro.

🎧 Ascolta: Sinfonia n. 6 in Fa maggiore, op. 68 – “Pastorale”

Beethoven la compose principalmente nel 1808 e diede ai cinque movimenti titoli che evocano l’arrivo in campagna, un ruscello, una festa contadina, un temporale e infine sentimenti di gioia e gratitudine dopo la tempesta. Beethoven-Haus Bonn

Non dobbiamo commettere l’errore opposto e usare una composizione per “diagnosticare” la personalità dell’autore.

La Pastorale però ci ricorda una cosa importante:

anche la musica di Beethoven è molto più varia dello stereotipo di Beethoven.

Non c’è soltanto lotta.

Ci sono quiete, ironia, danza, natura, tenerezza e gratitudine.


Lo sapevi che…?

Il Beethoven dallo sguardo severo che tutti riconosciamo è in gran parte quello del ritratto di Joseph Karl Stieler del 1820.

Il dipinto ebbe una diffusione enorme e, secondo il Beethoven-Haus, contribuì concretamente alla costruzione dell’immagine che le generazioni successive si fecero del compositore. Beethoven-Haus Bonn

In un certo senso, quindi, la nostra idea del carattere di Beethoven è stata influenzata anche da un quadro.


Da dove nasce questo episodio

Questa nuova rubrica nasce anche dall’incontro con Una storia dilettevole della musica. Insulti, ingiurie, contumelie e altri divertimenti di Guido Zaccagnini, pubblicato da Marsilio nel 2022.

Zaccagnini racconta la storia della musica attraverso personalità, relazioni, rivalità, stranezze e miti costruiti intorno ai grandi compositori, con l’obiettivo dichiarato di restituire una dimensione più umana a figure spesso trasformate in monumenti. Marsilio Editori

Il libro ha ispirato l’idea e il taglio narrativo della rubrica; questo articolo è stato invece scritto autonomamente, verificando le informazioni attraverso documenti e fonti dedicate a Beethoven.

Il volume è disponibile anche in versione audiolibro all’interno di Ad alta voce su RaiPlay Sound, nella lettura di Tommaso Ragno. RaiPlay Sound

Scopri il libro sul sito Marsilio
Ascolta l’audiolibro su RaiPlay Sound


Fonti e riferimenti

Beethoven-Haus Bonn. Heard with Beethoven’s ear. Materiali documentari sulla perdita dell’udito e sul Testamento di Heiligenstadt. Beethoven-Haus Bonn

Beethoven-Haus Bonn. Lettere a Franz Gerhard Wegeler e Carl Amenda, 1801. Documenti sulla progressiva perdita dell’udito e sulla vita privata del compositore. Beethoven-Haus Bonn

Beethoven-Haus Bonn. Ferdinand Wolanek a Ludwig van Beethoven, marzo 1825. Testimonianza di un conflitto con il copista e del temperamento volatile del compositore. Beethoven-Haus Bonn

Beethoven-Haus Bonn. Beethoven a Tobias Haslinger, 10 settembre 1821. Documento sul gusto del compositore per scherzi, giochi linguistici e prese in giro tra amici. Beethoven-Haus Bonn

Beethoven-Haus Bonn. Joseph Karl Stieler, Ludwig van Beethoven con il manoscritto della Missa solemnis, 1820. Beethoven-Haus Bonn

Beethoven-Haus Bonn. Symphony no. 6 in F major, op. 68 – Sinfonia pastorale. Beethoven-Haus Bonn


Per approfondire

Guido Zaccagnini, Una storia dilettevole della musica. Insulti, ingiurie, contumelie e altri divertimenti, Marsilio, 2022. È anche l’ispirazione editoriale di questa rubrica. Marsilio Editori

Lewis Lockwood, Beethoven: The Music and the Life, W. W. Norton, 2003. Una biografia pensata anche per il lettore non specialista, che intreccia vita, contesto storico e opere. Google Libri

Maynard Solomon, Beethoven, 2ª ed. rivista, Schirmer Books, 1998. Una delle biografie moderne più influenti dedicate al compositore. Google Libri

Jan Swafford, Beethoven: Anguish and Triumph, Houghton Mifflin Harcourt, 2014. Un’ampia biografia che cerca esplicitamente di distinguere l’uomo Beethoven dagli strati di leggenda accumulatisi intorno alla sua figura. Google Libri

Per chi vuole partire dalle fonti primarie, il Digital Archive del Beethoven-Haus raccoglie lettere, manoscritti e centinaia di lettere anche in versione audio.

2026-09-30T12:19:38+00:00 5 ottobre, 2026|